Siamo pronti al sole e al vento?

DebbyBeach1

Conoscere il vento e gestirlo

di Debora Allegretti il 28 Aprile 2016

La stagione estiva si avvicina, ma siamo pronti a dire addio alle strutture invernali per lasciare spazio al sole e al vento? Cogliamo questo momento di transizione dal beachvolley indoor per studiare con voi alcuni aspetti di questo sport all’aperto.

In particolare parleremo di come capire il vento durante le fasi di gioco e nella esecuzione dei fondamentali in modo che diventi il nostro miglior alleato invece che il nostro peggior nemico!

Innanzitutto dobbiamo iniziare a distinguere diverse tipologie di vento rispetto al posizionamento del campo:

  • vento perpendicolare alla rete
  • vento parallelo alla rete
  • vento in diagonale rispetto alla rete

Oggi studieremo i comportamenti da adottare in presenza dei primi due, essendo il terzo una combinazione di questi. I consigli vanno adattati alla situazione di vento in cui vi trovate, se forte accentuate pure se debole siate più conservativi.

Vento perpendicolare

In questo caso il vento soffia parallelo alle righe laterali del campo (quindi perpendicolare alla rete), la sua direzione può essere  dalla rete verso il fondo campo o viceversa, oppure se preferite vi soffierà in faccia o alle vostre spalle se guardate la rete (vedi figura sotto).

vento perpendicolare

Il campo è detto “buono” (o favorevole) quando avremo il vento in faccia (quindi vento contro), mentre ci troviamo nel campo “cattivo” (o sfavorevole) quando avremo il vento alle spalle (quindi vento a favore).

Ma come faccio a capire in quale direzione soffia il vento? Qualche consiglio:

  • guardatevi intorno, vedete delle bandiere (al mare ce ne sono parecchie!) in quale direzione sono rivolte?
  • con il piede scavate nella sabbia e tiratene un po’ in aria, dove viene portata la sabbia?
  • chi è abituato al vento, il vento lo sente addosso e sa sempre in quale direzione soffia. Chiudete gli occhi e provate a sentire il vento sulla faccia, sulle braccia e sul corpo.

Un altra piccola nota, durante il giorno il vento cambia direzione, in condizioni “normali” ci sono due momenti principali, quando il vento soffia dal mare e quando soffia da terra.

Cosa rende un campo buono o cattivo?

Si usa definire come “buono” il campo in cui si hanno dei vantaggi nella fase offensiva per cui si avrà la possibilità di forzare il colpo e rischiare di più nelle situazioni di attacco e di battuta.

Al contrario, nel campo “cattivo”, bisognerà avere più attenzione nella gestione dei colpi avendo il vento alle spalle che tenderà ad allungare le nostre traiettorie.

Campo “buono”

  • Battuta: forzata e con parabola, meglio se con rotazione (spin), per riuscire a contrastare la spinta del vento in quanto la palla, girando, riesce a penetrare nella corrente d’aria che spinge contro la nostra battuta (in gergo “far entrare la palla nel vento”)
  • Ricezione: partenza vicino alla riga di fondocampo poichè la battuta avversaria tenderà ad allungarsi verso il nostro fondocampo
  • Alzata: ritardare la partenza per guadagnare la posizione ottimale di alzata sotto alla palla (detto movimento di entrata), questo ci permette di vedere la traiettoria di ricezione del compagno e potersi portare con il corpo dietro la palla, in modo da trovarsi frontali all’obiettivo. Il bagher o il palleggio, con braccia e spalle posizionate come avviene in situazioni senza vento
  • Attacco: forzato e possibilmente con spin (rotazione), in questo caso possiamo attaccare forte lungo oppure utilizzare colpi lenti a scavalcare il muro sia in parallela che in diagonale (cut-shot, line-shot e cross-over)

Campo “cattivo”

  • Battuta: tesa senza forzare troppo, palla meglio se colpita mentre sale, lancio basso per evitare che il vento la sposti rendendo più difficile l’esecuzione dell’unico fondamentale a palla ferma
  • Ricezione: partenza un passo avanti rispetto alla posizione standard per essere pronti ad andare in avanti e a prendere palloni che scendono velocemente, può essere d’aiuto partire con un piede più avanti dell’altro per facilitare gli spostamenti verticali;
  • Alzata: entrata anticipata rispetto al solito timing, valutata in base alla forza del vento, cercando di evitare di farci scappare troppo avanti la palla che non ci permetterebbe di eseguire in maniera ottimale la nostra alzata; le braccia saranno parallele alla rete con la spalla interna più alta per permetterci di effettuare un’alzata distante almeno un metro dalla rete (con campo cattivo meglio una alzata staccata che troppo verso rete);
  • Attacco: attenzione alla uso potenza che potrebbe essere penalizzante se il vento alle nostre spalle è molto forte, meglio colpi veloci (con traiettoria tesa) che shot, tenderebbero ad allungarsi e ad essere poco efficaci.

Vento parallelo

Il vento soffia parallelo alla rete, avremo quindi in un campo il vento che soffia da destra (o sinistra) e nell’altro campo viceversa (vedi figura sotto).

vento parallelo
Con questo tipo di vento, ci troviamo a dividere i due campi a metà e ad avere un lato buono e uno cattivo in ognuno dei due.

Giocando nel lato buono sarà possibile sfruttare le caratteristiche del vento a nostro favore, mentre nel lato cattivo bisognerà stare attenti in tutti i fondamentali e gestire la situazione al meglio secondo i punti indicati qui sotto, cercando di mettersi nelle condizioni di giocare più vicini possibile nella parte di campo favorevole.

Potendo scegliere da dove effettuereste la battuta?…. Esatto! Dal lato buono nella diagonale controvento!

Lato “buono”

  • Ricezione: spinta il più possibile verso la metà del campo per agevolare l’alzata del compagno
  • Alzata: entrata ritardata per potersi posizionare bene dietro alla palla che tenderà ad essere spostata dal vento verso la nostra metà campo e escursione di braccia e spinta di gambe per far entrare la palla nel vento (spingete in fuori la palla, il vento tenderà ad accorciare la vostra alzata)
  • Attacco: buoni tutti i giochi nel vento (shot, veloci e forti) sulla diagonale, in parallela preferibilmente colpi veloci

Lato “cattivo”

  • Ricezione: tenuta il più possibile davanti a noi, il vento la riporterà in mezzo alla rete
  • Alzata: entrata anticipata per evitare che la palla ci sfugga seguendo il vento e braccia il più possibile parallele al terreno per non far allungare la traiettoria, tanto lavoro di gambe con spinta in verticale (accorciate l’alzata, ci penserà il vento ad allungarla)
  • Attacco: buono il colpo forte e gli shot in parallela, attenzione ai colpi in diagonale che tenderanno ad uscire. Una soluzione per uscire da questo handicap potrebbe essere la richiesta di un’alzata dietro alla schiena del compagno in modo da poter attaccare dal lato buono.

E adesso tocca a voi sperimentare e metter in pratica i nostri consigli!

Buon divertimento!

E ricordate..
…il vento è il miglior amico dei beachers!