Che stanchezza… cosa si fa per recuperare!

ApiBeach1

Riprendere fiato in partita

di Domenico Apicella il 15 Maggio 2016

 

Sfido chiunque a dire di non esser mai stato in debito di ossigeno durante una partita di beachvolley, sotto il sole, con 40 gradi e la sabbia rovente… ma anche al coperto, in inverno, la stanchezza vi annebbia i riflessi dopo una azione estenuante.

Non c’è niente di peggio che affrontare l’azione successiva quando il corpo e la mente non sono pronti, il rischio è di entrare in una vera e propria spirale negativa che diventa sempre più difficile da interrompere (mentre gli avversari si galvanizzano).

Vi è mai capitato di guardare una partita e di vedere i giocatori prendere tempo tra un’azione e l’altra per recuperare fiato?

Come saprete, i tempi di gioco sono prestabiliti dal regolamento: i timeout, i secondi a disposizione per battere e il tempo massimo che deve intercorrere tra un’azione e l’altra.
Quest’ultimo è l’unico a poter essere condizionato dai giocatori, in quanto l’arbitro deve attendere, prima di poter fischiare l’inizio dell’azione, che le coppie siano pronte.

Indovinate quanto tempo avete a disposizione da regolamento? …solo 12 secondi.

Avete mai visto un beacher che…

…sistema le righe
Capita spesso che durante l’azione si calpestino e le righe spostandole. Qualcuno sfrutta questo a suo favore, andando a rimettere a posto le righe per prendere tempo.

…pulisce gli occhiali
E’ buona pratica proteggersi la vista con occhiali da sole quando si gioca all’aperto.
Alcuni giocatori, quando sono in affanno, vanno dall’arbitro a chiedere di pulire le lenti e se l’arbitro, come capita nei tornei non ufficiali, non ha la salvietta può dare l’autorizzazione per andare in panchina a farlo.

…copre le buche
Durante il gioco è normale che si formino delle buche, e se troppo grosse potrebbero creare instabilità durante l’azione e causare infortuni. Il beacher per evitare questo, e per prendere fiato, è solito andare a livellare la sabbia con i piedi prima che ricominci l’azione.

…toglie la sabbia dal corpo
Tra una difesa, un tuffo e un attacco ci si ritrova con la sabbia ovunque alla fine dell’azione, sicuramente almeno sulle braccia. E’ vizio comune alzare la mano, per dire all’arbitro che non si è ancora pronti ad iniziare l’azione successiva e pulirsi le braccia con della sabbia asciutta e, perché no, fare un respiro in più.

…si gira di schiena
Gli avversari hanno fatto punto e ci si deve mettere in posizione per ricevere. Ogni tanto qualcuno si gira con la schiena rivolta verso rete magari pulendosi il corpo dalla sabbia, dicendo così all’arbitro che non è pronto e l’arbitro non può fischiare per autorizzare il servizio.
Ovviamente, nelle competizioni ufficiali, gli arbitri conoscono meglio dei giocatori questi modi di fare e cercano in ogni modo, giustamente, di far rispettare comunque i tempi programmati, in casi estremi ricorrendo a delle sanzioni come il ritardo di gioco o addirittura il cartellino giallo.

La verità è che a livello internazionale non c’è spazio per questi espedienti perché:

  • ci sono i guardalinee che sistemano le righe al posto dei giocatori
  • gli arbitri in campo hanno sempre la salvietta nei pantaloni, per cui non viene dato spazio per andare in panchina a pulire gli occhiali
    se si perde troppo tempo, l’arbitro ci sollecita nel metterci a posto o a chiamare un timeout, nel caso si voglia più tempo
  • ci sono gli addetti al campo che, in ogni pausa di gioco, livellano le eventuali buche

Quindi avete solo un modo… allenarvi …allenarvi …allenarvi e fare in modo che il vostro avversario sia sempre più stanco di voi :-)

Alla prossima,
Api