Beach volley e volley indoor..meglio uno o tutti e due?

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Beach volley e volley indoor..meglio uno o tutti e due?

Quanto sono compatibili questi due sport?

Alcuni luoghi comuni del passato potevano far ritenere incompatibili beach volley e volley Indoor.
Negli anni questo pensiero si è rivelato inesatto e, anzi, l’esperienza maturata in altri paesi, dove la pratica dei due sport viene portata avanti in comune nel percorso giovanile, ha gettato i presupposti per ritenere che praticare il volley indoor insieme al beach volley è sicuramente più formativo per lo sviluppo di giovani atleti che poi potranno scegliere che sport praticare raggiunta la maturità agonistica.
Vediamo alcuni motivi che evidenziano questa teoria.

La premessa indispensabile è che volley indoor e beach volley sono due sport molto differenti, con regole, strutture di gioco e composizione delle squadre diverse e, di conseguenza, cambiano anche le tecniche e tattiche di gioco.

Cosa hanno in comune? Praticare il beach volley può migliorare un’atleta indoor e viceversa?

Innanzitutto sono due sport di situazione, che secondo la definizione di Manno (1979) si intendono “…gli sport nei quali l’esecuzione della tecnica dipende dalle condizioni agonistiche, particolarmente tecnico tattiche, e dall’opposizione dell’avversario e/o della squadra avversaria …” quindi la pratica di entrambi gli sport migliora sicuramente le qualità tecnico tattiche degli atleti, migliorando di conseguenza la capacità di gestire al meglio situazioni di gioco diverse creando per ognuna le migliori soluzioni.

Quali benefici può portare il beach volley all’atleta indoor?

L’esempio classico è la fatica che spesso si fa ad insegnare a giovani atleti indoor a “guardare dall’altra parte del campo” per cercare soluzioni di gioco che mettano costantemente in difficoltà gli avversari.
Per i beacher diventa una cosa naturale tenere sempre “monitorato” il campo avversario, essendo solo in due con una superficie di gioco “molto vasta da coprire”.
In secondo luogo il beach volley propone un lavoro di tipo fisico molto interessante anche per l’indoor e, senza addentrarci troppo, possiamo riferirci alla pratica sempre più usata di proporre esercitazioni su piani instabili per il controllo e la gestione funzionale del disequilibrio nella pallavolo.
La sabbia è di per sé un piano instabile naturale e sollecita costantemente i piedi, e non solo, ad adattamenti rapidi sia per mantenere un equilibrio funzionale al gesto tecnico sia per consentire spostamenti veloci e “poco faticosi” (senza affondare troppo nella sabbia).
Inoltre è indubbio che la formazione agonistica viene molto sollecitata dalla pratica del beach volley, in cui si gioca due contro due, quindi non ci si può “nascondere” e bisogna essere molto collaborativi e in sintonia con il compagno/a.

Quante volte giocatori magari di talento ma un po’ “timidi” non riescono ad emergere nel sei contro sei perché si “nascondono” costantemente..
Nel beach volley, se vuoi giocare, sei costretto a metterti in gioco e collaborare per raggiungere i migliori risultati agonistici con il tuo compagno/a.

Questa brevissima analisi vuole far risaltare alcuni semplici aspetti (tecnico/tattici, fisici e agonistici).
La compatibilità tra i due sport è non solo facilmente dimostrabile, ma abbiamo anche la consapevolezza, e con l’esperienza maturata proprio in Lombardia è diventata una certezza, che se i giovani atleti seguono entrambi i percorsi sportivi alla fine del loro cammino ne traggono un beneficio assoluto.
Così facendo, abbiamo formato “atleti migliori” indipendentemente dallo sport che successivamente, una volta raggiunta la maturità agonistica, andranno a praticare.

Sono inoltre convinto che devono passare anche le “paure” legate alla perdita di atleti/e di una disciplina a favore dell’altra anche perché sia la pallavolo che il beach volley in Italia “abitano sotto lo stesso tetto federale”: la Fipav.
Magari un atleta poco appassionato o portato per una disciplina può trovare soddisfazione nell’altra.

Concludo dicendo che il praticare i due sport assieme tiene inoltre gli atleti impegnati tutto l’anno con un riscontro, da tutti i punti di vista, estremamente positivo per la loro formazione e sviluppo sportivo nell’ambito del volley.

Matteo D’Auria
Direttore Tecnico Open Beach